blog sulla magia. la wicca e l'occulto, passando per la mitologia e i diversi pantheon religiosi.
Nome: Rachel Patterson
sono una strega, e pratico la magia.
Sono una strega l’ho sempre saputo ma a causa dei credo religiosi cattolici che mi hanno inculcato ho sempre cercato di rinnegarlo per paura di scoprire che Dio nn esisteva. Adesso ho deciso di nn nascondermi
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MESI DELL'ANNO PAGANO BETH 24 Dicembre - 20 Gennaio
LUIS 21 Gennaio - 17 Febbraio
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SAILE 15 Aprile - - 12 Maggio
HATH 13 Maggio - 9 Giugno
DUIR 10 Giugno - 7 Luglio
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COLL 5 Agosto - - 1 Settembre
MUIN 2 Settembre - 29 Settembre
GORT 30 Settembre - 27 Ottobre
PEITH 28 Ottobre - 24 Novembre
RUIS 25 Novembre - 23 Dicembre
Scritto e pubblicato da
peccatidistrega
il martedì, 07 marzo 2006
alle 20:33
La Ruota dell'anno: I nomi dei sabbat e le spiegazioni che seguono fanno parte della tradizione celtica. Vi sono numerosi paralleli con le tradizioni greche e italiane, anche se variano a seconda dei diversi cicli agricoli. Nei sabbat si festeggia il padre, mentre negli esbat si festeggia la divinità femminile ovvero la madre 31 Ottobre, Samhain 21 Dicembre, Yule 2 Febbraio, Imbolc 21 Marzo, Oestara 1° Maggio, Beltane 21 Giugno, Litha 1° Agosto, Lughanassadh 21 Settembre, Mabon La vigilia dell'anno nuovo secondo il calendario celtico wicca. E' la notte in cui i confini tra i mondi si assottigliano, in cui onoriamo gli spiriti dei nostri antenati che vengono a farci visita. E' anche la notte in cui la Dea entra negli inferi, e noi entriamo nel tempo del sogno. La tradizione cristiana si è appropriata di questa festività e l'ha ribattezzata Ognissanti. La tradizione popolare chiama questa festa Halloween. Yule è il solstizio d'inverno, la notte più lunga dell'anno. E' la nascita del Dio e della Dea. Da questo giorno in poi, le giornate tornano ad allungarsi. E' simbolo di vita che non finisce mai. Imbolc, 2 febbraio In galeico imbolc significa "nel grembo" ed è la festa che celebra le prime manifestazioni del ritorno della vita. La Dea si riprende dalle fatiche della gravidanza e iniziano a vedersi i primi segni di questo nella natura che comincia a rinascere. Il Dio ancora molto giovane inizia a librare i primi passe e la sua forza in ascesa riscalda sempre più i giorni. Equinozio di primavera, il giorno sacro in cui la luce e le tenebre sono in perfetto equilibrio. Gli Dei risvegliano la primavere e con lei la Natura: la Madre dona nuovamente fertilità alla terra e il Padre ormai adulto accresce le nuove vite che sbocciano. E' il giorno sacro in cui la giovane Dea e il Dio s'incontrano per la prima volta e si innamorano, è il giorno dell'amore che esplode in tutta la sua fertile potenza. E' una celebrazione dell'estasi dell'amore che riempie la terra con le gemme della vita. Le donne portano corone di fiori e danzano attorno all'albero di magio per festeggiare la fertilità della terra Il solstizio d'estate, il giorno più lungo dell'anno, e da questo momento in oi le giornate si accorceranno sempre più. E' il giorno adatto ad ogni incantesimo perchè è il giorno di potere del Dio soprattutto per purificare, salute e fertilità. E' la celebrazione del primo raccolto, in cui si ringrazia la terra per i suoi doni. E' anche una veglia per il dio celtico del sole, Lugh, che scende negli inferi al tramonto. Viene festeggiato con giochi e corse, danze e fuochi rituali. L'equinozio d'autunno nuovamente la luce e l'oscurità sono in perfetto equlibrio, anche se il mondo si avvia verso la notte. Il Dio, stanco si prepara alle tenebre. La Dea triste di questo assopisce la natura. Nell'Esbat si festeggia la Luna e quindi la Dea, la Madre. Bet, 24 Dicembre - 20 Gennaio 24 Dicembre, Giorno della Betulla 25 Dicembre, Natale. Festa di Ecate. Sol Invictis. Festa di Dagda. 31 Dicembre, Festa di Artemide. Notte del Popolo Fatato. 01 Gennaio, Capodanno. Festa di Giano. 06 Gennaio, Festa di Iside. Festa di HOlla, di Frigg e di Fulla. Festa di Barchta. Festa dei miracoli. Battesimo di Osiride. 09 Gennaio, Festa di Odino. Luis, 21 Gennaio - 17 Febbraio 21 Gennaio, Giorno del Sorbo. 31 Gennaio. Grande Sabba di Brigit. 01 Febbraio. Imbolc. Festa di purificazione. .2 Febbraio. Candelora. 06 Febbraio, Festa di Dioniso. 07 Febbraio Festa di Selene. 14 Febbraio Festa dell'amore. Nion, 18 Febbraio - 17 Marzo 18 Febbraio, Giorno del Frassino. 27 Febbraio, Festa di Marte. 05 Marzo, Festa di Iside ed Ecate. 11 Marzo, Festa di Artemide. 15 Marzo, Festa di Penitenza. 17 Marzo. Festa di Ishtar. Fearn, 18 Marzo - 14 Aprile 18 Marzo, Giorno dell'Ontano. 20 - 21 Marzo, Equinozio di Primavera. Grande Sabba. Festa di Oestara e della giovinezza. Giorno della Ginestra. Festa di Freya. 23 Marzo, Morte di Attis. 25 Marzo, Festa di Attis risorto. Festa di Adone. 31 Marzo, Festa della Luna 06 Aprile, Festa delle Rune. Saile, 15 Aprile - 12 Maggio 15 Aprile, Giorno del Salice. 20 Aprile. Festa delle Fate. 28 Aprile, Festa di Flora. 30 Aprile, Notte di Valpurga. 01 Maggio, Festa della Fauna. 01 - 04 Maggio Beltane. Grande Sabba dell'Estate, Calendimaggio. Festa di Morrigan. Festa di Cerere. 08 Maggio, Festa delle Dee. 09 Maggio, Festa di Artemide. 11 Maggio, Festa di Frigg. Hat, 13 Maggio - 09 Giugno 13 Maggio, Giorno del Biancospino. 18 Maggio, Festa di Aradia. 20 Maggio, Festa di Gea. 28 Maggio, Festa della Geomanzia. 09 Giugno Festa di Vesta. Duir, 10 Giugno - 07 Luglio 10 Giugno, Giorno della Quercia. 15 Giugno, Festa di Baldur. 20 Giugno, Festa di Atena. 21 - 24 Giugno. Solstizio d'estate. Grande Sabba della Terra. Festa della Natura. Giorno dell'Erica. Festa di Giano. 24 Giugno, Notte di S. Giovanni. Festa di Foris. Della Fortuna. 05 Luglio, Festa d'estate dei Quattro elementi. Tinne, 08 Luglio - 04 Agosto 08 Luglio, Giorno dell'Arifoglio. 22 Luglio, Festa della Grande Madre. 28 Luglio, Festa di Thor. 31 Luglio, Grande Sabba del raccolto. 01 Agosto. Lunghnassadh. Festa di Lug. 04 Agosto, Festa di Atena. Coll, 05 Agosto - 01 Settembre 05 Agosto, Giorno del Nocciolo. 10 Agosto, Festa degli Dei. 13 Agosto, Festa di Diana. 19 Agosto, Festa di Venere. 30 Agosto, Festa di Cibele. Muin, 02 Settembre - 27 Ottobre 02 Settembre, Giorno della Vigna. 03 Settembre, Festa di Iside. 08 Settembre, Festa di Tyr. 21 - 23 Settembre, Equinozio d'autunno. Grane Sabba d'autunno. Giorno del Pioppo. 29 Settembre, Festa di Mercurio. Gort, 30 Settembre - 27 Ottobre 30 Settembre, Giorno dell'edera. 04 Ottobre, Festa del Bosco. 16 Ottobre, Festa di Astarte. 20 Ottobre, Festa di Pan. 22 Ottobre, Festa degli Elfi. Peith, 28 Ottobre - 24 Novembre. 28 Ottobre, Giorno del Tiglio. 31 Ottobre, Grande Sabba di Halloween. 01 Novembre, Samhain. 02 NOvembre, Festa di Loki. Festa di Epona. Festa degli Antichi Spiriti. 11 Novembre, Festa di Sucellus. 18 Novembre, Festa di Artia. Ruis, 25 Novembre - 22 Dicembre 25 NOvembre, giorno del Sambuco. 30 NOvembre, Festa di Diana. 03 Dicembre, Festa di Merlino. 08 Dicembre, Festa d'Inverno dei Quattro Elementi. 12 Dicembre, Festa degli Gnomi. 20 Dicembre, Festa di Cernunnos. 21 - 23 Dicembre, Solstizio d'inverno. Grande Sabba d'inverno. Idho, 23 Dicembre, Giorno del Tasso
Oestara è la dea germanica della terra fertile, e i suoi simboli sono le uova, i conigli e i fiori che ci ricordano le sue benedizioni.
L'Esbat si festeggia ogni 28 giorni e cioè a ogni luna piena. Quando la luna è piena emana molta più Energia e segna il momento ideale per dei riti magici che si caricheranno di maggior potere. L'Esbat al contrario del Sabbat si festeggia durante la notte, i colori adeguati per i riti sono il bianco o l'argento.
Scritto e pubblicato da
peccatidistrega
il giovedì, 02 marzo 2006
alle 17:54
1147 1184 1218 1233 22 aprile 12 giugno 1320 1327 1330 1332 28 luglio 1375 1376 16 settembre 1385 1390 26 maggio 21 luglio 1416 1431 1437 1460 1470 30 gennaio 1471 1483 9 dicembre 1484 1489 13 settembre 1490 24 ottobre 1496 1499 1505 1510 1514 13 febbraio 1515 4 agosto 1517 1518 24 luglio 1519 1523 1536 22 maggio 1542 21 luglio 21 ottobre 1550 17 aprile 1558 1563 7 dicembre 1568 Nel corso del primo Concilio Provinciale indetto da Carlo Borromeo viene approvato il decreto De magicis artibus, veneficiis divinationibusque prohibitis. 1569 1579 1583 1593 1595 11 giugno 1598 22 dicembre 1599 1601 1 aprile 10 giugno 1603 1608 giugno 21 giugno 1611 25 giugno 29 giugno 13 luglio 1617 4 marzo Al termine di una famoso processo durato alcuni mesi, viene bruciata alla Vetra come strega la fantesca pavese Caterina de Medici, accusata di aver tentato di avvelenare il suo padrone, il senatore Luigi Melzi. Per l'occasione viene costruita per la prima volta una Baltresca, un palco per l'esecuzione, che consentiva alla grande folla dei presenti di assistere allo strangolamento che precedeva il rogo. 1620 9 maggio 10 giugno 7 agosto 1623 20 marzo 1630 1 agosto 1631 1634 1641 12 novembre 1680 30 luglio 1692 La vicenda è stata raccontata da Arthur Miller nel dramma Il crogiuolo all'epoca del maccartismo (1952-53). 1749 1788 giugno › Copyright tratto da http://www.bibrax.org/eu_spiritualita/streghe.htm A deviation by =kkcola (© 2006)
Entra nel Decretum Gratiani prendendo il nome di "Canon Episcopi" il più antico testo contro le streghe. Attribuito tradizionalmento al Concilio di Ancira del 314 è stato compilato probabilmente nel IX secolo e compare in opere del X ed XI secolo.
Conferenza a Verona tra Federico Barbarossa e papa Lucio III che stabilisce il legame tra chiesa e autorità civili per la repressione delle eresie. Le modalità repressive trovano poco dopo la loro codificazione nella decretale Ad abolendam.
Secondo il Cathalogus chronologicus fidei questor Mediolani in quest'anno inizia a Milano l'attività del tribunale dell'Inquisizione.
Breve di Gregorio IX che affida ai domenicani la giurisdizione sul Nord Italia per quanto riguarda i processi penali contro gli eretici, affiancandoli ai vescovi.
Bolla Vox in Rama di Gregorio IX nella quale per la prima volta vengono citate e condannate pratiche di stregoneria, relative alla Germania. Si parla di omaggio al demonio, profanazione dei sacramenti, balli, banchetti e orge sessuali, metamorfosi animali. Per una descrizione completa del sabba manca ancora la rinuncia a Dio e alla fede e soprattutto la modalità di raggiungimento in groppa ad animani o a cavallo di un bastone dopo essersi spalmato il corpo con un unguento.
(data incerta) Bernardo Gui, nel suo Manuale dell'Inquisitore, cita al capitolo VI "sortilegi, divinazioni e invocazioni" facendo rientrare le pratiche di stregoneria nell'ambito dell'eresia.
Bolla "Super illius specula" di papa Giovanni XXII con la quale viene conferita valità universale alle precedenti raccomandazioni indirizzate a chiese locali per la lotta alla stregoneria. Con questa bolla inizia ufficialmente la caccia alle streghe da parte della Chiesa, tramite l'Inquisizione.
Tra il 1330 e il 1340 vengono celebrati numerosi processi per stregoneria nella Francia meridionale, nella zona di Toulouse e Carcassonne. In questi processi si parla per la prima volta di "sabba".
Agli anni 1332-1342 risale il più antico documento processuale italiano relativo a un caso di stregoneria: il Consilium di Bartolo da Sassoferrato al vescovo di Novara (poi arcivescovo di Milano) Giovanni Visconti in merito ad una strega di Orta.
Processo per stregoneria contro Gabrina degli Albeti nella città di Reggio Emilia, dal 1371 sotto la signoria di Bernabò Visconti. E' il più antico processo di questo tipo celebreto in Italia di cui ci restino i verbali.
Il nome "Gabrina" diventerà in seguito (Ariosto, Straparola e altri) sinonimo di strega.
Il domenicano catalano Nicolas Eymerich scrive il Directorium inquisitorum.
Sentenza e condanna da parte del podestà di Milano Carlo Geno di Gaspare Grassi da Valenza, accusato di essere "pubblico negromante, incantatore di demoni, uomo di eretica pravità e relapso nella abiurata eresia".
La condanna viene eseguita nel Broletto Nuovo davanti a una grandissima folla. E' la prima esecuzione capitale a Milano per questi reati della quale resti memoria.
Processo e condanna al rogo di Sibillia Zanni per stregoneria da parte dell'inquisitore di Sant'Eustogio fra' Beltramino di Cernuscullo. Sibillia Zanni, come Pierina de' Bugatis, che verrà condannata due mesi dopo, confessa di aver partecipato al "gioco di Diana, che chiamano Erodiade". Le due donne affermano di aver chiamato Madama Horiente la signora del gioco. [ASCMi, Registro della sentenze criminali. Cimeli, 147, f.51rss]
Processo di Pierina de' Bugatis in Sant'Eustorgio per stregoneria. La condanna sarà pronunciata il 13 agosto.
[ASCMi, Registro della sentenze criminali. Cimeli, 147, f.53 ss]
Processi di massa contro le streghe nel comasco. L'inquisitore Antonio da Casale consegna, solo in quest'anno, ben 300 streghe al braccio secolare perché vengano bruciate.
Iniziano i processi per stregoneria in val Leventina. Poco più tardi inizieranno numerosi processi anche in Valtellina. I processi si intensificano all'epoca di Francesco Sforza.
(data incerta) Johann Nyder scrive il Formicarius (formicaio).
Gerolamo Visconti, provinciale della provincia domenicana di Lombardia dal 1465 al 1478, anno della sua morte, scrive intorno a quest'anno i due trattati Lamiarum sive striarum opusculum e Opusculum de striis basati sui processi per stregoneria svoltisi in S. Eustorgio in quegli anni. Nei trattati si afferma con decisione che il gioco di Diana si verifica realmente e non è una semplice illusione. Sempre in questi anni in Francia Pierre Mamoris scrive il Flagellum maleficorum.
Giordano da Bergamo scrive la Quaestio de strigis.
Galeazzo Maria Sforza assiste a Monza all'esecuzione di Caterina de Pilli detta Ruggiera da Bergamo. L'esecuzione, decretata il 30 agosto dell'anno precedente, era stata rinviata su richiesta del duca che era interessato ad assistere all'avvenimento.
Negli anni 1483-85 numerosi processi contro le streghe vengono celebrati a Bormio, con grande risonanza in Europa.
Bolla "Summis desiderantes affectibus" di papa Innocenzo VIII con la quale il papa sollecita un'azione energica contro le streghe e si proclama convinto della realtà effettiva del sabba. Da questa bolla proviene il mandato ai domenicani tedeschi Sprenger e Istitoris di redigere il Malleus maleficarum (1486), il più autorevole manuale contro le streghe ad uso degli inquisitori.
Il giurista svizzero Ulrich Molitor pubblica il De lamiis et phitonicis mulieribus nel quale si confuta il carattere reale dei voli e dei sabba. Il libro è corredato da sette famose xilografie che illustrano le azioni delle streghe.
Viene bruciata in Broletto una Antonia da Pallanza come strega.
Giovanni da Beccaria informa Ludovico il Moro di aver trovato a Sondrio uno stregone di 80 anni (professionalmente molto accreditato!) che avrebbe potuto svelare al duca "qualche malignitade".
Fernando de Rojas, ebreo convertito spagnolo, pubblica a Burgos la Tragicommedia di Calisto e Melibea, meglio nota come La Celestina. Questa commedia, ancora oggi famosa, ha come protagonista una strega.
Samuele di Cassinis pubblica un opuscolo a Milano nel quale si nega la realtà degli atti di cui erano accusate le streghe. Gli risponde l'anno seguente il domenicano pavese Vincenzo Dodo difendendo il punto di vista degli inquisitori.
In Valcamonica vengono giustiziate 60 streghe e numerosi stregoni.
Nel territorio di Lugano e Mendrisio si verifica una grande caccia alle streghe, si parla di 300 donne arse sul rogo. E' un episodio famoso, spesso citato in seguito negli scritti contro l'Inquisizione, ma poco documentato.
Viene bruciata in S. Eustorgio una Giovannina (forse una strega).
Si abbattono su Milano delle "tempeste terribili". Si forma subito la leggenda che quelle tempeste fossero state provocate da sette streghe bruciate nella stesso giorno a Orago e a Lomazzo. [Giovanni Andrea Prato, Storia di Milano]
Numerosi processi e roghi di streghe in Valcamonica. Si parla con insistenza di sabba al Monte Tonale, che sarebbe stato il luogo di riunione preferito dalle streghe del Nord Italia in questi anni. A partire da quest'anno fino alla peste del 1524 i processi si susseguono molto numerosi in tutta la Lombardia. Celebre il caso di Benvegnuda detta la Pincinella di Nave (Brescia) anche perché si sono conservati gli atti del processo, riportati nei Diarii di Marin Sanudo il Giovane.
Viene bruciata in S. Eustorgio una Simona Ostera di Porta Comasina.
Dopo aver assistito ad alcuni processi per stregoneria tenuti a Bologna, Giovan Francesco Pico della Mirandola scrive il dialogo "Strix, sive de Ludificazione Daemonum" nel quale viene sostenuta la tesi dell'esistenza dei poteri reali delle streghe.
Paolo Grillando pubblica il Tractatus de hereticis et sortilegiis citando numerosi casi di stregoneria tra cui alcuni relativi al noce di Benevento. Il trattato, molto citato in seguito, venne perà anche criticato da molti intellettuali dei Rinascimento come Andrea Cesalpino, Gerolamo Cardano e Giovan Battista Della Porta.
Bolla di convocazione del Concilio di Trento.
Con la bolla Licet ab initio, il papa Paolo III riforma l'Inquisizione romana, dandole un assetto più centralizzato e più efficiente, sul modello dell'Inquisizione spagnola.
Viene bruciata in S. Eustorgio Lucia da Lissono.
Gerolamo Cardano pubblica il De subtilitate. Nel libro XVIII, de mirabilibus, a p. 909 dell'edizione del 1611, parla delle carenze di almentazione che provocano disturbi mentali nelle donne accusate di stregoneria e descrive le sostanze con le quali vengono composti gli unguenti.
Papa Paolo IV rende definitivo il trasferimento del tribunale dell'Inquisizione di Milano da S. Eustorgio a S. Maria delle Grazie, già avvenuto di fatto da alcuni anni.
Filippo II decide di introdurre l'Inquisizione spagnola nello Stato di Milano. Di fronte alle vivaci proteste della città e del nuovo arcivescovo Carlo Borromeo deve però recedere dalla sua decisione.
Carlo Borromeo viene consacrato arcivescovo di Milano.
Carlo Borromeo chiede la cattura a Dumezia (Luino) di Domenica di Scappi, detta la Gioggia, "denontiata al offitio della sanctissima Inquisitione per stria notoria".
Processo a Lecco contro otto streghe. Contrasti tra il Borromeo, che insiste per la condanna, e il Senato milanese.
Il medico Johann Wier, discepolo di Agrippa, scrive il De lamiis, un trattato che considera le streghe "vecchie melanconiche non padrone dei propri sensi, e a causa dei loro cervelli sconvolti credono di fare cose impossibili". Il testo venne violentemente attaccato da Jean Bodin nella sua Démonomanie des sorciers (1580).
Visita pastorale del Borromeo in val Mesolcina. Al seguito della visita vengono arrestate 150 persone per stregoneria. Di queste, 11 vengono condannate al rogo: il prevosto e dieci donne.
Martino Del Rio pubblica le Disquisitionum magicarum libri, l'ultimo grande manuale per gli inquisitori.
Nicolas Rémy (Remigius) pubblica la Daemonolatria. L'autore era soprattutto noto come giudice: in 15 anni, dal 1576 al 1591 aveva condannato a morte per stregoneria in Lorena circa 900 persone.
Federico Borromeo viene consacrato arcivescovo di Milano. Entra in Milano il 27 agosto.
La città di Milano pensa di istituire un carcere apposito per le streghe nella Torre dell'Imperatore nell'attuale via Santa Croce. Tra il 1598 e il 1600 vengono versate a questo scopo le prime 3252 lire nel Banco di Sant'Ambrogio. Tra i promotori dell'iniziativa il cardinale Federico Borromeo.
Viene bruciata come strega in Ponte Vetero Marta de Lomazzi.
Fra' Agostino Galamini da Bresighella, inquisitore generale, emana l'Editto generale per il Santo Officio dell'Inquisizione di Milano. In questo editto, che impone la denuncia (non anonima però!) di eretici e giudei, descrive in questo mode le pratiche di necromanzia: "far sacrificio al Demonio, o giurare fedeltà, o essercitare incanti, magie, maleficii, stregherie, sortilegii, et altre attioni simili, o pur tentare rimedii, o medicamenti diabolici, con segni o parole inconite, o portando sopra di se anelli, o altre cose, ...".
Vengono bruciate come streghe alla Vetra Isabella Arienti, detta la Fabene, e Gabbana la Montina. Si suppone che in questo periodo ci siano state a Milano altre esecuzioni non registrate nei documenti.
Fra' Francesco Maria Guaccio, dell'ordine di S. Ambrogio ad Nemus, pubblica a Milano il Compendio delle stregonerie (Compendium maleficarum) corredato da numerose incisioni.
Epico scontro con il Demonio di Federico Borromeo a Claro, presso Poleggio, luogo prediletto dalle streghe per il loro raduni. Il Borromeo vi pianta una croce e intima ai diavoli di non congregarsi più in quel luogo. I diavoli si vendicheranno nell'agosto 1613 assalendo il Cardinale sul monte Piottino con una terribile tempesta.
Viene bruciata alla Vetra Doralice de' Volpi.
Viene bruciata alla Vetra Antonia de' Santini
Il governatore di Milano Juan de Velasco invia una lettera a Francesco de Castro, ambasciatore della Spagna presso il Papa, dove lamenta l'inerzia dell'Inquisizione contro le streghe e descrive la gravissima situazione di Milano infestata da streghe e malefiche.
Lettera del governatore Velasco ai magistrati cittadini per raccomandare l'acquisto della Torre dell'Imperatore, al fine di istituire un carcere per le streghe.
Viene bruciato alla Vetra come stregone Giacomo Guglielmotto.
Vengono bruciate come streghe alla Vetra Angela dell'Acqua e Maria de' Restelli.
Il Consiglio di Provvisione di Milano decide di destinare alla "rifettione delle chiese parrochiali di questa Città" le 3252 lire accantonate per il carcere delle streghe. L'iniziativa viene così abbandonata.
Bolla Onnipotentis Dei che segna una svolta nell'atteggiamento della Chiesa nei confronti delle streghe. In questo, come in altri documenti contemporanei, si condannano i processi sommari o basati su indizi minimi e si raccomanda di condannare solo coloro che si sono resi colpevoli di venefici e altri reati contro le persone. Le esecuzioni comunque continueranno ancora per più di un ventennio.
Vengono giustiziati come untori in piazza Vetra Gian Giacomo Mora e il Piazza. Viene innalzata la Colonna infame al posto dov'era la casa del Mora.
Il Mora venne accusato di aver diffuso la peste!
QUI DOVE SI APRE QUESTO SPIAZZO SORGEVA UN TEMPO LA BOTTEGA DI BARBIERE DI GIAN GIACOMO MORA CHE, CON LA COMPLICITA' DI GUGLIELMO PIAZZA COMMISSARIO DI PUBBLICA SANITA'E DI ALTRI SCELLERATI, NELL'INFURIARE PIU' ATROCE DELLA PESTE ASPERGENDO DI QUA E DI LA' UNGUENTI MORTALI. PROCURO' ATROCE FINE A MOLTE PERSONE. ENTRAMBI GIUDICATI NEMICI DELLA PATRIA, IL SENATO DECRETO' CHE, ISSATI SU UN CARRO E DAPPRIMA MORSI CON TENAGLIE ROVENTI E AMPUTATI DELLA MANO DESTRA, AVESSERO POI ROTTE LE OSSA CON LA RUOTA E, INTRECCIATI ALLA RUOTA, FOSSERO, TRASCORSE SEI ORE, SCANNATI, QUINDI INCENERITI. E PERCHE' NULLA RESTASSE D'UOMINI COSI' DELITTUOSI, STABILI' LA CONFISCA DEI BENI. LE CENERI DISPERSE NEL FIUME. APERENNE MEMORIA DEI FATTI LO STESSO SENATO COMANDO' CHE QUESTA CASA, OFFICINA DEL DELITTO, VENISSE RASA AL SUOLO CON DIVIETO DI MAI RICOSTRUIRLA E CHE SI ERGESSE UNA COLONNA DA CHIAMARSI INFAME. GIRA AL LARGO DI QUA BUON CITTADINO SE NON VUOI DA QUESTO TRISTE SUOLO INFAME ESSERE CONTAMINATO. 1630 ALLE CALENDE DI AGOSTO.
Lapide nel Castello Sforzesco, cortile dell'elefante.
Il gesuita tedesco Friedrich Spee pubblica la Cautio criminalis sostenendo l'innocenza delle streghe e propugnando la fine delle persecuzioni, che vennero notevolmente attenuate nel territorio dell'Elettore di Magonza.
Processo in Francia contro Urbain Grandier e le Orsoline del convento di Loudun. Questo processo, uno degli ultimi celebrati in Francia, è stato reso famoso nel nostro secolo dal saggio di Aldous Huxley, I diavoli di Loudun.
Vengono bruciate alla Vetra come streghe Anna Maria Pamolea, padrona, e Margarita Martignona, sua serva. Sono le ultime due streghe condannate a Milano. I processi per stregoneria continueranno ancora per ottant'anni nelle valli alpine, fino al 1721.
Viene strangolato e bruciato in piazza Santo Stefano Maggiore Carlo Maurizio Anna, per reati di competenza civile.
Era anche accusato di "infami scritti, sortilegi, Magici, Diabolici qualificati che teneva, e respettivamente praticava".
Nella cittadina di Salem, nella Nuova Inghilterra, si scatena l'ultima grande caccia alle streghe nella quale sono coinvolti emigrati protestanti inglesi e olandesi, pellirosse e schiavi negri. Si conclude con la condanna a morte di 19 persone.
Si apre tra dotti una polemica sull'esistenza della streghe. Emerge per la prima volta ufficialmente con il libro di Girolamo Tartarotti "Congresso notturno delle Lammie" e con gli scritti di Scipione Maffei la posizione illuminista che considera il fenomeno una credenza fantastica, opera di "cervelli pazzi e teste strambe".
Tra giugno e agosto vengono bruciati nel chiostro di S. Maria delle Grazie, per volere dell'imperatore Giuseppe II, tutti i documenti relativi all'Inquisizione di Milano, che coprivano il periodo 1314-1764.
Autore Paolo Colussi con note integrative di Rolando Dubini | Pubblicato il 26/11/2003 | Fonti: Paolo Colussi
yasmin
Scritto e pubblicato da
Ecathe
il lunedì, 27 febbraio 2006
alle 18:17
Litha (21 Giugno) E' il giorno più lungo dell'anno, il giorno in cui sole è alla sua più alta potenza. A deviation by =DesigningDivas (© 2006)
Come Samhain, Litha è un altro giorno in cui i confini tra i mondi sono sottili, quando i mortali hanno strane esperienze e quando le fate si adunano per le valli.
Questo è il perchè Litha è il mese "aggiuntivo" del calendario Anglo-Sassone, aggiunto ogni anno per portare i mesi lunari in linea con l'anno solare.
La caratteristica di Litha di essere un "giorno fuori dal tempo" è molto diversa da quella di Samhain.
Litha ha le qualità al contrario ; cioè le cose sono spesso ribaltate o confuse (es. le candele sono messe a galleggiare sull'acqua e si esprimono desideri su queste).
Molte persone credono che il 21 Giugno sia l'inizio dell'estate, ma non è vero. L'estate inizia a Beltane, in Maggio. Il 21 Giugno è quando l'estate raggiunge il suo picco massimo. Questo è il motivo perchè Litha è chiamata spesso Midsummer. E' il solstizio d'estate, quando avviene il giorno più lungo dell'anno e ovviamente, la notte più breve. Per le energie al sabbat attribuite, Litha è il momento in cui la magia è al massimo della sua potenza.
Litha è uno dei quattro sabbat minori. Le celbrazioni solitamente iniziano alla mezzanotte del 20 e continuano fino al 23.
Litha è il momento per le feste, la musica, le danze e i falò: il tutto per onorare il Dio Sole e incoraggiarlo a raggiungere il suo massimo potenziale. La vigilia della notte di Midsummer è la più importante celebrazione wiccan connessa al folklore delle fate.
La Dea, che nel suo aspetto di fanciulla ha incontrato il giovane Dio e ha avuto il suo matrimonio sacro a Beltane, adesso è Madre, incinta, come la Terra è piena del prossimo raccolto. La Madre regna come Regina dell'Estate ed è attraverso di lei che il suo Consorte raggiunge la realizzazione del suo ruolo e del suo ultimo sacrificio. Lei è la Terra; lui è l'energia e il calore che è entrata nella Terrain maniera tale che assieme potranno far nascere nuova vita. La sua energia nascerà con il raccolto, il grano e la frutta che nei prossimi due giri della ruota maturerà e ciberà le persone e gli animali. Il Dio diventerà un voluto sacrificio , cadendo con il raccolto e diventando seme per la sua stessa rinascita.
Questa festa rappresenta il Sole in tutta la sua gloria. E' la celebrazione della passione e l'assicurazione del successo del raccolto. La Dea è pesante perchè gravida e allo stesso modo è la terra. In molte celebrazioni Wiccan, questo accade quando il Dio Quercia, che rappresenta l'anno entrante è portato in trionfo a discapito del Re Sacro, che rappresenta l'anno uscente.
La magia d'amore e di guarigione è adatta a questo momento dell'anno. La notte di Litha è quando i Druidi raccolgono le loro piante magiche e le seccano per utilizzarle in inverno.
Litha celebra sia il lavoro che il piacere, i bambini e il comportarsi da bambini! E' il momento per festeggiare la fine dell'anno crescente e l'inizio di quello calante.
Litha porta con sè molti rituali legati alle fate, basti pensare come la tradizione possa influenzare anche la letteratura.Prendiamo ad esempio Shakespeare e il suo " Sogno di una notte di Mezz'estate". Si dice che il piccolo popolo, gli elfi e le fate, possono essere visti con più facilità nella notte del solstizio, perchè il velo tra i mondi è più sottile. Siamo quindi avvisati e ammoniti a fare attenzione quando camminiamo in questa notte nelle nebbie dei boschi, potremmo finire nella terra delle fate e perderci per molto più tempo di quanto crediamo!
Litha è anche il momento adatto per fare il rituale di Dedicazione alla Wicca; quindi se siete praticanti da un pò di tempo, magari potete scegliere di iniziare il vostro percorso dedicato. ( Se volete qualche consiglio chiedetemi anche privatamente ). Inoltre si celebrano molti rituali che includono l'utilizzo del calderone pieno di fiori, l'athame nel calderone, l'essiccamento delle erbe. Le erbe possono essere essiccate sul fuoco sacro che accenderete all'esterno. Oppure scaldate al sole per tanti giorni. E' rituale anche l'utilizzo dello specchio per catturare la luce del sole e le fiamme. Alcuni credono che oggi sia vietato spegnere i fuochi, dormire fuori casa e occuparsi poco degli animali di casa.
Un'erba associata a Litha è l'erba di san Giovanni o l'iperico. Questa pianta con le sue infiorescenze brillanti e gialle a quattro punte come la croce solare che è governata dal sole. Una leggenda vuole che se si inciampa sulla radice di san Giovanni la notte di Litha, si viene magicamente trasportati nel regno delle fate. L'erba di San Giovanni presa in questi giorni può essere appesa sulla vostra porta come un amuleto di protezione.
Un'altra pianta sacra a Litha è il vischio, sacro ai druidi. Si trovava sui rami più alti delle querce e veniva tagliata a mezzogiorno con un falcetto d'oro e non doveva mai toccare terra o avrebbe perso la sua magia. Tagliatelo con i vostri amici ed evitate che tocchi terra.
Com'è nella tradizione bruciare nove ceppi nei fuochi di Beltane, è anche costume tirare 9 tipi di erbe nel fuoco di Litha. E sono: Iperico, Ruta, Verbena, Vischio, Lavanda, Timo, Finocchio , Piantaggine e Artemisia.
Le tradizioni legate alla notte Litha contano l'accensione del falò, che nelle antichità serviva sia per dare luce che per allontanare gli spiriti maligni. Le persone erano soliti saltare il fuoco per avere fortuna. Le strade inoltre erano illuminate con lanterne e vi erano fuochi dovunque! Vi erano danzatori e attori vestiti da unicorni e draghi. Vi era anche la legenda dei serpenti che si riunivano e si trasformavano in una grande palla sibilante e contorcente. Chiunque riuscisse a prenderla avrebbe avuto poteri magici.
La porta di casa era decorata con foglie di betulla, con finocchietto selvatico, con iperico e lillà bianche. Inoltre erano considerate magiche in questa notte 5 erbe : le rose, l'iperico, la verbena, la ruta e il trifoglio. Infatti in Spagna questa notte è chiamata la "Notte della Verbena ". Le giovani donne raccoglievano l'erba di san giovani nella speranza di divinare e scoprire il futuro amore.
Litha è il momento di ricelebrare la fiammata della vita anche attraverso la danza. La danza è uno dei più antichi modi di celebrare e di fare rituali nel mondo; un rito sacro che conosce gli arabeschi del tempo. Solitamente, colui che danza aduna gli spiriti per ottenere chiaroveggenza e conoscenza; comunica e riceve informazioni; onora gli antichi; cura e guida il viaggio mistico della sua anima nella danza della vita.
Corrispondenze :
Luna:
Luna Diade, Luna degli Amanti e Luna dell'Idromele
Simboli :
Fuoco, Ruota dell'Anno e Fate
Colori:
Bianco, Rosso, Oro, Verde, Blu e Marrone Chiaro
Divinità:
Tutti gli Dei Padri e le Dee Madri, Le Dee incinte e le divinità del Sole
Cibi Tradizionali :
Verdura fresca di tutti i tipi e frutta fresca come i limoni e le arance. Tutti i cibi giallo, arancio. Anche i cibi flambè sono appropriati.
Le bevande tradizionali sono la birra chiara, l'idromele, e il succo di frutta fresca.
Pietre :
Smeraldi, Giada, Lapislazzoli
Erbe :
Artemisia, Verbena, Rosa, Caprifoglio, Lillà, Felce, Sambuco, Timo, Margherita,Lavanda, Edera e Garofano.
Incensi :
Limone, Caprifoglio, Lavanda, Rosa e Glicine
Legna da bruciare :
Quercia
Candele :
Verdi, rosse, oro
Animali :
rondini, colombe e tutti gli uccelli estivi, cavalli e mucche.
Creature magiche:
Satiri, fate, draghi e manticore
Incanti :
Rituale di dedicazione, benedizione degli animali, amore, matrimonio, divinazione.
Enchantment
Scritto e pubblicato da
peccatidistrega
il venerdì, 24 febbraio 2006
alle 17:35
Rito per ricordare le vite passate
A deviation by *Winter-Simbelmyne (© 2006)


Accendete una candela viola e l'incenso alla violetta:
Mescolate in parti uguali:
Rosa
Rosmarino
Ibisco
Chiodi di garofano
Camomilla
Invocazione
"Rosa per la memoria dell'amore
Rosmarino per la memoria dei ricordi
Ibisco per ricordarsi della bellezza
Chiodi di garofano per i momenti importanti
Camomilla per l'energia del passato.
Mescolo il potere di queste erbe,
Affinchè esse mi proteggano e mi custodiscano." 
White Butterflies 3
Scritto e pubblicato da
peccatidistrega
il lunedì, 20 febbraio 2006
alle 22:30
X PURIFICARE UNA STANZA
Attenendomi alle mie conoscenze ci sono diversi modi per purificare una stanza.
Rituale fornito da Liuther
A deviation by =dinajen
(© 2006)
Innanzitutto la casa è il luogo della nostra anima, rappresenta ciò che noi riteniamo più importante nella nostra vita, ha una sua esistenza e un suo carattere: può essere accogliente e calda, come scostante e fredda, armoniosa e bella, come sgradevole e sciatta. Tutto dipende dall'energia e dalla mentalità di chi abita. Spesso, si comprendono molte più cose di una persona vedendo il luogo in cui vive. O meglio, percependolo. Una casa o un qualsiasi ambiente, anche lavorativo, si percepisce attraverso le sensazioni e gli umori che ci procura, attraverso l'energia che vi fluisce (o vi ristagna) all'interno. A volte sentiamo la necessità di pulirla. Ed è bene farlo ogni tanto.
PRIMA FASE: LA PULIZIA.
Per prima cosa io consiglio sempre di pulirla fisicamente (con i cenci e con le scope!) da cima a fondo ricordandosi bene degli angoli e dei posti non immediatamente visibili perchè è proprio qui che l'energia ristagna. Io personalmente lo faccio prima normalmente, anzi con acqua e alcool perchè evito il più possibile i detersivi e poi con acqua e sale.
SECONDA FASE: LA PURIFICAZIONE.
Raduniamo tutti gli strumenti che utilizzeremo e purifichiamoli passandoli nel fumo di un incenso o di un fascetto di salvia secca, oppure lasciandoli al sole per qualche ora.
Poi possiamo usare diversi metodi per la purificazione.
Qui ne mostrerò alcuni. Possiamo purificare:
- Con la luce
Sappiamo che la luce è oggi quello che in tutte le culture tradizionali, cristiane, indiane, cinesi, era il fuoco. Apriamo allora tutte le finestre ed i balconi e facciamola entrare nel locale sapendo che le "Forme pensiero" si producono all’interno di uno spazio e così come la polvere, si annidano con essa negli angoli delle stanze e attorno ai campi elettromagnetici prodotti dagli apparati elettrici, dalle prese di corrente e dagli interruttori.
- Con le candele
Una candela accesa al centro della stanza, nel suo baricentro, purifica tutto l’ambiente bruciando le forme pensiero, qualunque esse siano, sia che siano state generate da pensieri positivi sia che appartengano ai pensieri non positivi. Questa distinzione è importante perché ripetere troppo di frequente i rituali di purificazione può portare a una perdita di energia. A meno di conoscere esattamente ciò che si fà, l’uso di candele colorate è sempre da evitare in quanto il colore esprime e manifesta un'energia che gli è propria con il rischio di "cancellare" o consumare energie necessarie o esaltare quelle dannose, infatti, la candela, così come una volta i camini, ha una duplice funzione, da una parte brucia e consuma dall’altra attira energie astrali, sottili. L’utilizzo del fuoco come purificatore degli ambienti è un ottimo rimedio, ogni qual volta ci si trovi a permanere in una stanza, dove si è appena svolta una riunione oppure dov’è necessario accrescere la concentrazione per ideare o rivedere un progetto. Le candele vanno spente con le dita umettate.
-Con acqua e fuoco
Oltre alla classica ritualità di usare le candele e gli incensi, sia nella cultura cattolico cristiana che nelle altre, esistono tantissimi riti di purificazione che fanno ricorso all’acqua e a questa unita al fuoco. Infatti, l’azione purificatrice del rito con l’acqua unito a quello del fuoco, si potenzia. Quindi potete mettere una candela accesa in un recipiente di vetro parzialmente colmo d’acqua facendo sì che la fiamma si consumi nell’acqua che, successivamente, potete poi tranquillamente utilizzare per innaffiare i fiori e le piante in quanto diversamente da quanto è facile supporre, l’acqua che in qualche modo ha raccolto le negatività che la candela ha bruciato, assume un valore energetico utile alla crescita e allo sviluppo delle forme di vita vegetali. L’importante è utilizzare sempre e solo contenitori di vetro e mai di plastica in quanto, quest’ultimo materiale, contiene sostanze capaci di nuocere o annullare il potenziale energetico dell'acqua.
-Con gli odori
Oltre al fuoco e all’acqua è possibile purificare gli spazi attraverso gli aromi o l’incenso. Questo ultimo è legato agli aspetti del mondo eterico e quindi agisce a un livello di purificazione diverso da quelli precedenti e cioè a un livello ancora più sottile di energia. Ma oltre agli incensi, ci sono tante altre sostanze che è possibile bruciare per ottenete effetti particolarmente purificatori così come facevano ad esempio nell’antichità, dove venivano utilizzati tutti i tipi di erbe, la mirra, lo zucchero, le bacche... Noi abbiamo perso moltissimo di queste informazioni ma è possibile recuperarle, ad esempio nel mondo dell’erboristeria, dove ogni erba, olio essenziale o essenza ha delle funzioni e dei collegamenti molto precisi e produce effetti di risonanza molto forti. Anche il sale può essere bruciato ma proprio per effetto del suo alto potere purificatorio e di distruzione delle negatività è meglio utilizzarlo sotto forma di cristallo ad esempio per ripulire, periodicamente, le stanze. Soprattutto prima di un trasloco o di un cambiamento di destinazione del locale e mentre lo stesso è ancora sgombro dei mobili è sufficiente distribuire del sale marino non trattato lungo i perimetri delle stanze e in modo particolare negli angoli e lasciarlo agire il più a lungo possibile, anche qualche giorno, prima di raccoglierlo e successivamente buttarlo avendo cura di fare in modo che si disciolga e mai disfarsene semplicemente buttandolo nella spazzatura. Immergere nel sale cristalli, strumenti particolari o oggetti antichi di cui non si conosce la provenienza è utile ad annullare eventuali carichi negativi dei materiali o per ripulirli dall’accumulo delle sostanze che essi hanno lo scopo di raccogliere come per la tormalina nera che posta sopra al computer ne assorbe il campo elettromagnetico.
-Con i suoni
Qualsiasi sia il rituale scelto per purificare lo spazio esso agisce su particolari lunghezze d’onda e in qualche modo risuona nei confronti degli oggetti e delle persone. Parlare di risonanza equivale a parlare di vibrazioni e quindi a parlare dell’utilizzo del suono per pulire l’ambiente. Le campane, tibetane e non, purchè di suono gradevole per la persona che le utilizza, sono ottimi rimedi di pulizia e carica energetica dei locali. E’ possibile risanare un ambiente, scuotendo lungo i perimetri delle stanze una campanella, oppure battendo un tamburello, così come fanno i monaci tibetani oppure i sacerdoti cattolici o quelli pagani. Il suono, come il canto ha un’azione taumaturgica immensa, tuttavia la musica, la candela accesa, l’incenso o l’acqua non producono, da soli o di per sé, un aumento del valore energetico della casa quanto un’azione voluta quale quella di produrre, con la dovuta concentrazione, suoni scanditi con lo scopo di generare vibrazioni e risonanze particolari.
TERZA FASE: L'INVOCAZIONE
E' importante invocare l'energia nella stanza dopo averla purificata. Dedicate la casa intera a un unico fine (intenzione generale) e poi dedicate ogni stanza a uno scopo specifico. Potete farlo pregando, invocando Dio e la Dea, visualizzando l'energia che desiderate mentre scende e inonda la stanza. Consacrate ogni stanza, ogni luogo, ogni angolo della casa.
QUARTA FASE: LA CONSERVAZIONE
Una volta liberata la casa dalle energie stagnanti e invocata nuova energia occorre conservarla usando dei "custodi" di energia per mantenere i campi energetici invocati.
Ad esempio, si può mettere un cristallo di quarzo purificato in una stanza centrale e dedicarlo a mantenere e irradiare in tutta la casa pace e armonia. Oppure si possono scrivere le intenzioni generali su un foglio di carta, prendere una pianta da appartamento, e sotterrarlo vicino alle sue radici. Si possono anche accendere candele, (da scegliere nei colori analoghi alle nostre intenzioni) e dedicarle al mantenimento delle armoniose e gioiose energie che abbiamo richiamato sulla nostra casa.
Searching
Scritto e pubblicato da
peccatidistrega
il lunedì, 20 febbraio 2006
alle 00:07
A deviation by ~colorfulspirits (© 2006)
Ascoltate ora le parole delle streghe,
i segreti che nella notte abbiamo nascosto,
quando il era il sentiero del destino,
che ora ci porta nella luce al nostro posto.
Misteriosa acqua e misterioso fuoco,
la terra e l’aria in direzioni infinite,
che conosciamo nella loro segreta natura,
da essi bramiamo e prendiamo coraggio e quiete.
Il passare dell’inverno e della primavera,
la nascita e la rinascita di tutta la natura,
noi lo condividiamo con la vita universale,
gioiamo nel magico anello senza paura.
Quattro volte all’anno il Grande Sabba
ritorna, e le streghe sono viste allora
alla Vigilia di Maggio e all’antico Halloween,
danzando a Lammas e alla Candelora.
Quando giorno e notte sono uguali,
quando il sole è più alto e più basso all’orizzonte,
i quattro Sabba Minori sono celebrati
e di nuovo le streghe si ritrovano contente.
Tredici lune d’argento in un anno
per tredici volte alla Congrega si fa ritorno,
tredici volte all’Esbat siate felici,
per ciascun anno fiorente e un giorno.
Il potere era passato attraverso le ere,
ogni volta attraverso la donna e l’uomo tramandato,
ogni secolo all’altro secolo,
prima che il tempo fosse cominciato.
Quando il magico circolo è disegnato,
dalla spada o dall’athamè di potere,
la sua area tra due mondi giace
nella terra delle ombre per quelle ore.
Questo mondo non ha leggi che tu conosca,
e il mondo dell’Oltre nulla dirà,
i più antichi tra gli dei sono là invocati,
la Grande Opera magica si compirà.
Due sono le magiche colonne,
che alle porte del tempio sono erette,
e due i poteri della natura,
le forme e le forze divine e perfette.
Il buio e la luce in successione,
gli opposti ciascuno all’altro senza tormento,
svelati come un Dio e una Dea,
di questo i nostri avi facevano insegnamento.
Di notte è il selvaggio corridore del vento,
il Dio con le Corna, delle ombre signore,
di giorno Egli è il Re dei boschi,
delle verdi radure l’abitatore.
Lei è giovane o vecchia come le piace,
naviga nella sua barca le nuvole squarciate,
la splendente argentea signora della notte,
la vecchia rugosa che intesse nell’oscurità parole incantate.
Il Signore e la Signora della magia,
nel profondo della mente sembrano dimorare,
immortali e sempre rinnovati,
con il potere di liberare o legare.
Allora brindate con il buon vino degli antichi Dei,
e danzate e fate l’amore con la loro benedizione,
finché la bella terra di Elphane possa accoglierci,
in pace alla fine delle nostre ore.
E fai ciò che vuoi sia la sfida,
così nell’amore che non danneggia nessuno sia compiuto ogni atto,
perché questo è l’unico comandamento,
per la magia degli Antichi, così sia fatto!
Di otto parole la Regola delle Streghe per noi:
se non danneggia nessuno, fa cio’ che vuoi.
The Guide
Scritto e pubblicato da
peccatidistrega
il domenica, 19 febbraio 2006
alle 00:39
Scritto e pubblicato da
peccatidistrega
il sabato, 18 febbraio 2006
alle 22:27
Si credeva inoltre che avesse il potere di far zampillare all'improvviso dal terreno sorgenti e polle d'acqua, come ad esempio accadde quando salvò Roma dai Sabini, nemici dei Romani, che stavano per entrare in città attraverso una porta, rimasta inspiegabilmente aperta: fece scaturire una sorgente, addirittura una cascata, che mise in fuga gli assalitori. Ma Giano, definito anche Janus Pater, padre di tutti gli uomini, della Natura e dell'Universo, fu essenzialmente il dio dell'apertura e dell'inizio, con caratteristiche simili a quelle della divinità solare che apre il cammino alla luce accompagnando l'attività umana nel corso della giornata. Il suo nome stesso evoca la porta, in latino ianua, e januarius è il mese che apre l'anno e dà inizio alle stagioni, e il primo giorno di gennaio veniva dedicato alla festa del dio. Presiedendo alle porte, aveva la chiave e il bastone; sorvegliava tutto ciò che stava all'interno della città o della casa, non perdendo però di vista quello che accadeva all'esterno, e quindi era rappresentato con due facce (Giano bifronte). La prima preghiera nell'intraprendere qualsiasi impresa o attività era sempre rivolta a Giano, che proteggeva anche il concepimento e la nascita, principio della vita individuale. Il tempio a lui dedicato doveva rimanere aperto in occasione di imprese belliche, ma solennemente sbarrato in tempo di pace, e le cerimonie che avevano luogo per la chiusura delle porte del tempio tendevano ad esaltare il ruolo di custode della pace del dio Giano, perché solo in una situazione di tranquillità la vita quotidiana può dar luogo ad esordi positivi e creativi. ovido narra la storia della ninfa Carna la quale ingannava i suoi spasimanti convincedoli ad entrare in una caverna, con la promessa di raggiungerli, mentre invece fuggiva rapidamente. quando tentò questro trucco con Giano, fu scoperta perchè la vide con l'altro volto, costretta a giacere con lui, ebbe in cambio il dono di allontanare tutti gli incubi della notte. , potere che si trovò ad usare per salvare il figlio proca, divenuto in seguito re di Alba Longa. Secondo lacuni, Giano fu anche uno dei primi re del Lazio, il quale diede asilo a Saturno ( Crono) quando Zeus so scacciò da Creta. Aveva una moglie, Camise, e un figlio Tiberino, il quale annegato in un fiume, gli diede il suo nome. (ricerca fatta reperendo materiale in internet da diverse fonti)
Giano
E' divinità esclusivamente romana, la più antica. Divom deus, "dio degli dèi", Ianus Pater, invocato spesso insieme con Iuppiter, Giove.
Il suo nome sarebbe legato alla sua funzione. Un dio delle porte di casa (ianua) e dei passaggi (iani): ne custodiva l'entrata e l'uscita e portava in mano, come i portinai, ianitores, una chiave e un bastone, e fu immaginato con due facce, a custodire entrata e uscita. E' anche il dio del principio, e perciò del mattino, e del primo mese dell'anno che in suo onore si chiamava Ianuarius (da cui il nostro Gennaio). Si diceva che avesse regnato in Italia prima di Saturno e Giove. A lui si tributava un culto speciale: al principio di una guerra, quando l'esercito usciva in campo. Numa aveva costruito vicino al Foro una porta (ianua) che restava aperta quando lo Stato era in guerra, e si chiudeva quando si faceva la pace.
Scritto e pubblicato da
peccatidistrega
il lunedì, 08 agosto 2005
alle 13:54
Il mito di Cerere / dEMETRA
Cerere (o Demetra) (il suo nome significa Madre Tera) è la dea della fertilità, delle messi, dei raccolti e dei Misteri Eleusini. Era figlia di Saturno/ Crono e Rea. I romani la identificavano appunto con la dea Cerere, ma veniva anche identificata con la Dea Iside, e con la Dea frigia Cibale e con sua madre Rea. La tradizione vuole che, ad introdurre per prima la coltivazione del grano, sia stata proprio Cerere in Sicilia. L'isola di Sicilia rappresentava infatti la sede principale del culto della dea Cerere-Demetra; in particolare le era sacra la città di Enna, dove sorgeva un tempio a lei dedicato. Ancor giovane e spensierata Demetra-Cerere generò a Zeus, suo fratello, due figli: Iacco e la bella Core (in Grecia si chiama semplicemente "Kore" cioè "fanciulla", ) - Persefone o, per i latini, Proserpina. Si narra che mentre Proserpina si stava divertendo con le compagne a cogliere fiori nel bosco attorno al lago Pergo, "non lontano dalle mura di Enna", fu rapita dal dio degli Inferi, Ade - Plutone, fratello di Zeus per farne la sua sposa. Va ricordato che Zeus appoggiò le gesta di Plitone. E continua dicendo che ad indurre Plutone ad uscire dal regno delle Ombre fu proprio il continuo tremare della terra, causato dall'agitarsi del Gigante Tifone che Zeus aveva schiacciato sotto la massa ponderosa dell'Etna. Cerere perde ogni interesse alla vita e giunge quasi a perdere la ragione. Nella versione italica del mito che la vede vivere in Sicilia nella zona di Enna, inizia a vagare alla ricerca della figlia perduta, per tutta l'isola, trascurando di occuparsi dei raccolti. La terra abbandonata inaridisce e la situazione peggiora quando Cerere, nel tentativo di farsi luce per cercare la figlia anche di notte, accende le torce ai fuochi che scaturiscono dal cratere dell'Etna. Con queste fiaccole esplora la terra ma causa anche incendi e devastazione. Questa situazione si prolungò per nove giorni e per nove notti, periodo in cui la dea rifiutò di mangiare e di bere, travolta dalla propria ricerca ossessiva. Infine Ecate le svela l’arcano mistero, forse tre o nove giorni dopo. Ecate aveva sentito il grido della fanciulla rapita, e condusse Cerere da Elio/Apollo, l'osservatore degli dei e degli uomini, nobnchè Dio del sole, affinché che le desse conferma. Cerere allora per vendetta giurò che mai più la terra avrebbe goduto del dono della fertilità. Questo portò gli uomini alla fame e alla disperazione. Scendendo dall’Olimpo vagò senza meta, e passando dall’Arcadia, suo fratello Poseidone, la sedusse e con lui generò due figli: il cavallo Arione, e la Dea Despoina (il cui nome significa La signora). Poi si nascose in una caverna, ma venne ritrovata dal dio Pan, che si recò da Zeus x rivelargli il suo nascondiglio. Zeus mandò le Moire perché la facessero ragionare, e alla fine Demetra ammise che il matrimonio di sua figlia con Ade andasse accettato ad ogni costo. Nella versione + famosa della storia, “l’inno omerico a Demetra” si narra che la Dea assunse forme umana, e attraversò la terra garantendo benefici a chiunque la accogliesse gentilmente e punendo Nel frattempo anche la fanciulla, che non si adattava alla vita degli Inferi, si rifiutava di mangiare. Non è chiaro se le fosse scomparsa la fame o semplicemente se mettesse in atto un vero e proprio sciopero della fame per protesta, ma si sa che in questo periodo di anoressia fu vista nutrirsi di sette chicchi di melograno. Il melograno era il cibo dei morti: se Kore non lo avesse mangiato, avrebbe potuto tornare per sempre sulla terra, ma a causa di quei sette chicchi era condannata a non lasciare l'Ade, secondo le regole stabilite da Zeus. Ascalafo, figlio di Acheronte, fu l'unico che testimoniò che Kore aveva mangiato i sette (ma su alcuni siti si legge che ne abbia mangiati solo 3) chicchi di melograno, ed Cecere per rabbia lo ha trasformato in un uccello rapace, il gufo. Secondo altre versioni invece la dea gli gettò addosso un masso enorme, che solo Herakles avrebbe avuto la forza di rimuovere. La situazione dei campi incolti e sterili si aggravò a tal punto che Giove-Zeus impose a Plutone di concedere che la fanciulla tornasse per alcuni mesi sulla terra accanto a sua madre. L'accordo fu stabilito e la fanciulla, nei nove mesi di permanenza sulla terra, mantenne il nome di Proserpina, nei tre mesi di permanenza nell'Ade, dove Plutone l'aveva elevata al rango di regina, prese il nome di Persefone. Ecate avrebbe sorvegliato che non vi fossero fughe dall'Ade o tentativi di rapimento. Nadcono cosi le stagioni. Infatti in Primavera e in estate Prosepina, li passa sulla terra con la madre, nascono le piante e la terra torna florida, mentre in primavera e autunno quando Prosepina torna dal marito la terra rimane spoglia. Il nome di Kore accomunava Proserpina-Persefone con Athena: nella città di Atene si diceva infatti che Athena fosse la Kore tutelare della zona, la loro Persefone speciale. Ma oltre alla storia principale, ci sono altre sfumature + o meno comuni: E’ noto che una volta Cerere punì un uomo un certo Erisittone, che le aveva mancato di rispetto impedendogli di trovare sazietà per quanto mangiasse, cioè lo mise nella condizione della bulimia. Erisittone è uno dei pochissimi uomini con i quali Cerere si sia comportata duramente. Egli aveva osato tagliare alberi da un bosco sacro alla dea per costruirsi una sala da banchetti e la dea non gli perdonò questo oltraggio alla Natura. Fu quindi ridotto all’accattonaggio, e alla fine si ritrovò a divorare le proprie carni e mori. Un’altra leggenda vede Demetra ancora priva della figlia rifugiarsi nella città di Eleusi che le era sacra. Per non essere riconosciuta aveva deformato la propria immagine, prendendo l'aspetto di una vecchia rugosa con una veste scura, che stava seduta sul bordo di una strada. Là venne notata dalle figlie del re Celeo che andavano a prendere l'acqua e la invitarono come ospite nella loro casa, dove la loro madre, Metaniera, stava prendendosi cura del fratellino neonato, Demofonte. Demetra accettò e malgrado la sua tristezza e il suo aspetto la regina ne ebbe venerazione e le affidò il ruolo di nutrice di Demofonte. Il bambino crebbe rapidfamete perché la Dea cercò di renderlo immortale, ungendolo di ambrosia e immergendolo nel fuoco la notte per bruciare le sue parti mortali. La serva Prassitea, scopri ciò che Demetra stava facendo e corse a raccontarlo alla padrona, che visto tutto con i suoi occhi, si mise a urlare. Demetra furente per l’interferenza, gettò a terra il bambino, poi ritornò alle sue vere sembianze e ordinò a Celeo di erigere un tempio in suo onore a Eleusi, e gli insegnò nuovi e segreti riti in suo onere, i Misteri Eleusini. Cosi x avere di nuovo i favori della dea, il re Celeo ordinò che le venisse costruito uno splendido tempio. Mentre era in questo tempio e si rifiutava di uscire Demetra (che vi restò per un anno e nel frattempo rifiutava la compagnia degli Dei) ricevette prima Iride e poi Hermes, messaggeri degli dei, che le annunciarono che Zeus le avrebbe concesso di rivedere la figlia. Si dice ancora che mentre era nella casa di Misme, a Demetra venisse offerto un calice di vino rosso. La dea rifiutò perché le era proibito bere vino e chiese in cambio dell'acqua in cui era stato bollito orzo con foglie di menta per aroma. Questa bevanda era considerata sacra a lei. Il figlio di Misme, Celeo, la prese in giro perché beveva avidamente, e lei irata gli gettò addosso ciò che rimaneva della bevanda e lo trasformò in lucertola.
